Riassunto

INTRODUZIONE: l’efficacia delle misure di controllo della pandemia di COVID-19 non può prescindere dalla capacità dei sistemi di sorveglianza di identificare e isolare tempestivamente le persone contagiose e i loro contatti.
OBIETTIVI: descrivere alcuni aspetti organizzativi e di risorse coinvolte nel controllo della pandemia da COVID-19.
DISEGNO: rilevazione trasversale sulle attività condotte nel mese di aprile 2020.
SETTING E PARTECIPANTI: durante il mese di maggio 2020 è stata condotta una ricognizione rapida di metodi e strumenti adottati dalle ASL. Sono state raccolte informazioni, riferite al mese di aprile 2020, relative alle segnalazioni di casi sospetti, alla conferma dei casi, all'isolamento delle persone infette, alle attività di contact-tracing e alla sorveglianza in strutture residenziali con assistenza sanitaria. L'indagine ha utilizzato un questionario on-line, compilato da un campione di convenienza dei Dipartimenti di prevenzione delle strutture territoriali dei servizi sanitari regionali.
RISULTATI: nei 44 Dipartimenti di prevenzione in 14 regioni/province autonome (40% della popolazione residente in Italia) partecipanti, diversi servizi sono stati impegnati nella risposta. Le segnalazioni di casi sospetti sono state in media circa tre volte il numero di casi confermati e sono state effettuate con un modulo locale nel 46% delle Aziende sanitarie locali (ASL) e con un modulo regionale nel 42% dei Dipartimenti (in 9/14 Regioni), ma circa un quarto ha indicato che non sempre venivano usati tali strumenti. Il 2% non aveva alcuna modulistica. I dati dei casi sospetti sono stati registrati nel 52% delle ASL su database locali, mentre nel 45% su database regionali (in 7 Regioni), tuttavia l’11% non ha effettuato registrazioni elettroniche. L’accertamento virologico extraospedaliero con tamponi rinofaringei è stato effettuato in media in 7 punti prelievo per ASL (mediana pari a 5) per una capacità media giornaliera di 350 (71 per 100.000 abitanti) tamponi per ASL. In totale, 893 per 100.000 nuove persone sono state sottoposte a tampone nel mese di aprile. I dati relativi ai tamponi effettuati sono stati registrati su una piattaforma regionale in 17 ASL (39%) di 8 regioni. In 3 ASL solo i positivi sono stati registrati elettronicamente. In 12 ASL sono stati usati file locali. L’intervista ai casi confermati è stata fatta mediante un questionario locale in 23 Dipartimenti (52%), mentre in 6 ASL non è stato utilizzato uno strumento standardizzato. I dati raccolti sono stati registrati su una piattaforma regionale in 13 Dipartimenti (in 8 Regioni), in 2 Dipartimenti non tutti i casi sono stati registrati e in 18 sono stati registrati solo a livello locale. Per ogni caso confermato nel mese di aprile sono stati identificati una mediana di 4 contatti. Solo 13 (30%) Dipartimenti in 9 Regioni hanno registrato i dati dei contatti su database regionale. Dieci Dipartimenti (23%) hanno solo registrazioni su carta, mentre il 57% ha registrato i dati su database locali. Circa 5 operatori sanitari sono stati impegnati su ogni singola attività della sorveglianza ogni 100.000 persone assistite.
CONCLUSIONI: la pandemia ha richiesto un grande sforzo organizzativo e una grande flessibilità per l’incremento di capacità di risposta sul territorio, che vanno ora potenziate e mantenute. Diversi strumenti sono stati messi a punto e utilizzati per gli stessi processi operativi di sorveglianza nelle ASL e la mole di dati raccolti spesso non è stata registrata per ulteriori elaborazioni e analisi del rischio. I risultati presentati sono la base per l’aggiornamento dei piani di risposta pandemica territoriale in cui andranno definiti anche i valori di riferimento per i processi operativi cruciali per l’interruzione dei contagi.

 Parole chiave: COVID-19, contact-tracing, epidemiologia, sorveglianza

Abstract

BACKGROUND: the ability to implement effective preventive and control measures is rooted in public health surveillance to promptly identify and isolate contagious patients.
OBJECTIVES: to describe some organizational aspects and resources involved in the control of COVID-19 pandemic.
DESIGN: observational cross sectional study.
SETTING AND PARTICIPANTS: a survey of methods and tools adopted by the competent service (Prevention department) in the Local public health units (LHU) of the regional Health services has been performed in May 2020. The survey collected data related to activities carried out during the month of April 2020 on the surveillance system for collection of suspected cases, their virological ascertainment, the isolation procedures and contact-tracing activities by means of an online questionnaire filled in by the public health structure of the regional health system. A convenience sample of Prevention departments was recruited.
RESULTS: in 44 Prevention departments of 14 Regions/Autonomous Provinces (caring for 40% of the population residing in Italy), different services were swiftly engaged in pandemic response. Reports of suspected cases were about 3 times the number of confirmed cases in the same month. Local reporting form was used in 46% of the LHUs while a regional form was available in 42% of the Departments (in 9/14 Regions). In one fourth the forms were not always used and 2% had no forms for the reporting of suspected cases. Data were recorded in 52% of LHUs on local databases, while in 20% a regional databases (in 7 Regions) had been created. A proportion of 11% did not record the data for further elaboration. The virological assessment with nasopharyngeal swabs out of the hospital setting was carried out on the average in 7 points in each LHU (median 5) and the average daily capacity was 350 (71 per 100,000) swabs. The rate of subjects newly tested during the month of April was of 893 per 100,000 new people. Data collected at the swabbing were recorded on a regional platform in 17 LHUs (39%) of 8 Regions. In 7% LHUs only positive specimens were recorded electronically. Local files were used in 27% LHUs. The interview with confirmed cases was carried out with a local questionnaire in 52% LHUs, while 14% stated that a standardized form was not used. The data collected about cases were recorded on a regional IT platform in 30% Departments (in 8 Regions) and in 41% data were registered only locally. For each confirmed case in April, a median of 4 contacts were identified. Only 13 (30%) Departments in 9 Regions have registered contact data on a regional database. Ten Departments (23%) have only hard copies, while 56% recorded data on local databases. About 5 health professionals for 100,000 resident population were involved in each LHU in each of the following activities as receiving reports of suspected cases, swabs collection, interviews of cases and contact identifications.
CONCLUSIONS: the pandemic required rapidly a great organizational effort and great flexibility to increase response capacity, which now must be strengthened and maintained. Several different tools (forms and electronic files) have been developed in each LHU and used for the same surveillance operational processes with a loss in local efficiency. The inhomogeneous data collection and recording is an obstacle for further analyses and risk identifications and is a missed opportunity for the advancement of our knowledge on pandemic epidemiology analysis. In Italy, updating the pandemic response plans is the priority, at national, regional and local level, and the occasion to fill the gaps and to improve surveillance systems to the interruption of COVID-19 transmission.

 Keywords: COVID-19, contact-tracing, epidemiology, surveillance

 09/12/2020   15/01/2021      Visite