Riassunto

INTRODUZIONE: l’epatite E è una malattia diffusa in tutto il mondo, con livelli endemici variabili in base a fattori ecologici e socioeconomici. Nei Paesi in via di sviluppo, l’epatite E si manifesta generalmente attraverso epidemie estese che si diffondono attraverso acqua contaminata, mentre nelle regioni più sviluppate è sempre stata considerata una malattia sporadica e strettamente legata ai viaggi in quelle zone endemiche, soprattutto del Sud-Est asiatico. Negli ultimi anni, questa percezione sta cambiando a causa di un numero crescente di casi autoctoni notificati in molti Paesi europei
OBIETTIVI: descrivere il quadro epidemiologico dell’epatite E in Italia dal 2007 a oggi.
DISEGNO: studio descrittivo basato sulla casistica segnalata alla sorveglianza speciale delle epatiti virali acute (SEIEVA); studio analitico caso-controllo per lo studio dei fattori di rischio associati all’epatite E.
SETTING E PARTECIPANTI: casi di epatite E segnalati al SEIEVA negli anni 2007-2019.
PRINCIPALI MISURE DI OUTCOME: numero di casi notificati per anno, percentuali di casi esposti ai fattori di rischio noti, odds ratio.
RISULTATI: da gennaio 2007 a giugno 2019, sono stati notificati al SEIEVA 385 casi di epatite E. Il numero di casi annui è aumentato da 12 nel 2007 a 49 nel 2018, nel 2019 continua il trend crescente, con 39 casi osservati già nei primi 6 mesi dell’anno. La maggior parte dei casi è stata segnalata da regioni del Nord e del Centro, mentre solo un numero esiguo da regioni del Sud. In base ai dati SEIEVA, l’andamento delle notifiche di epatite E è cresciuto, almeno fino al 2018, conformemente con la maggiore propensione alla diagnosi di epatite E. Tuttavia, nel periodo in studio, solo il 46% dei casi sospetti è stato testato per rilevare la presenza degli anticorpi IgM anti-HEV, in misura significativamente minore al Sud rispetto al Centro-Nord (p<0,001). I casi notificati hanno un’età mediana di 48 anni (range: 5-87) e sono prevalentemente maschi (80%); il 32% è cittadino straniero, principalmente originario delle aree endemiche del Sud dell’Asia (Bangladesh, India e Pakistan). Il 72,5% dei casi sono autoctoni. Le analisi dei fattori di rischio e delle esposizioni confermano che il consumo di carne di maiale cruda o poco cotta, soprattutto salsicce, è la causa più comune di infezione (circa il 70% dei casi ne ha consumata) e significativamente associata al rischio (OR 3,0; IC95% 1,4-6,1) insieme al consumo di salsicce di cinghiale (40% dei casi, OR 4,6, non significatività statistica) e i viaggi in aree endemiche (31% dei casi, OR 3,2; IC95% 1,6-6,4).
CONCLUSIONI: l’epatite E può essere ormai considerata endemica anche nei Paesi industrializzati. In Italia, dal 2007 a oggi è stato osservato un numero crescente di casi segnalati. Tuttavia, l’impatto reale dell’infezione da HEV è ancora sottostimato a causa del numero limitato di centri clinici che eseguono test per la ricerca degli anticorpi IgM anti-HEV nei casi di epatite acuta. A partire da gennaio 2019, nell’ambito del SEIEVA, è stata avviata una sorveglianza ad hoc, inizialmente in via sperimentale in alcune ASL e Regioni, estesa a livello nazionale a partire da gennaio 2020. Gli obiettivi che hanno guidato l’adozione della sorveglianza sono stati la necessità di dimensionare il burden di malattia associato all’infezione da HEV, studiarne l’epidemiologia e aumentare la consapevolezza in merito a questa infezione tra gli operatori sanitari.

 Parole chiave: epidemiologia, fattori di rischio, sorveglianza

Abstract

BACKGROUND: hepatitis E is a disease spread all over the world, with endemic levels varying according to ecological and socioeconomic factors. In developing countries, large epidemics spread mainly through contaminated water; in developed countries, hepatitis E has always been considered a sporadic disease, closely associated to the travels to endemic areas, especially in Southeastern Asia. In the last years, this perception is significantly changing, because of an increasing number of autochthonous cases reported in many European countries.
OBJECTIVES: to describe the epidemiological picture of hepatitis E in Italy from 2007 to 2019.
DESIGN: descriptive study based on the cases reported to the special surveillance of acute viral hepatitis (SEIEVA); case-control analytical study for the analysis of risk factors associated with hepatitis E.
SETTING AND PARTICIPANTS: hepatitis E cases reported to SEIEVA in the period 2007-2019.
MAIN OUTCOME MEASURES: number of cases notified by year, percentages of cases exposed to known risk factors, odds ratios.
RESULTS: from January 2007 to June 2019, 385 hepatitis E cases were notified to SEIEVA. The annual number increased from 12 in 2007 to 49 in 2018, the increasing trend continued in 2019, when 39 cases were observed in the first 6 months of the year. Northern and Central Regions reported most of the cases; only a few were diagnosed in Southern Regions. Based on SEIEVA data, the trend of hepatitis E notifications has increased according to the increasing propensity to the differentiated diagnosis, at least until 2018. However, only 46% of suspected cases are tested to detect the presence of anti-HEV IgM antibodies, during the observation period; the percentage of tested cases is significantly lower in the South than in Northern and Central Italy (p<0.001). The reported cases have a median age of 48 years (range: 5-87) and are mostly males (80%); 32% was observed in foreign citizens mainly from endemic areas of South Asia (Bangladesh, India, and Pakistan). In 72.5% of cases, the infection was contracted in Italy. The most frequent risk factor is the consumption of raw or undercooked pork meat, especially sausages (70% of cases), significantly associated with hepatitis E risk (OR 3.0; IC95% 1.4-6.1). Other important risk factors are wild boar sausages consumption (40% of cases, OR 4.6, not statistically significant), and travels to endemic areas during the six weeks before the disease (31% of cases, OR 3.2; IC95% 1.6-6.4).
CONCLUSIONS: hepatitis E can now be considered as endemic even in industrialized countries. In Italy, from 2007 an increasing number of cases has been reported. However, the real impact of HEV infection is still underestimated due to the limited number of clinical centres which perform tests for the search of anti-HEV IgM antibodies in cases of acute hepatitis. An ad hoc surveillance has been activated in January 2019 in some Local Health Units/Regions and extended to a national level starting from January 2020. This initiative is necessary in order to better dimension the burden of the disease associated with HEV infection, to study its epidemiology, and to increase awareness of this infection among health professionals.

 Keywords: epidemiology, risk factors, surveillance

 23/04/2021      Visite