Le malattie e le morti causate dall'ILVA di Taranto tra le proprie maestranze e nella popolazione che risiede intorno allo stabilimento fanno da padrone in questo numero. Non potrebbe essere altrimenti, dato il clamore che ha suscitato il “caso” e le sue molte sfaccettature. Lo studio retrospettivo di mortalità e di ricoveri ospedalieri nella coorte di popolazione condotto da Mataloni et al. rimarrà un modello per approfondire i problemi esistenti in molti siti a notorio rischio ambientale e sanitario presenti in Italia. I lettori di E&P si aspettano ora la pubblicazione dell'altro studio epidemiologico condotto per conto della magistratura basato sul modello delle serie temporali e che dimostrerebbe effetti deleteri dell'inquinamento dell'era ILVA, al netto di possibili effetti ritardati dell'era ITALSIDER.

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Condivido la valutazione espressa nell'editoriale di Paola Michelozzi che nel caso ILVA l'evidenza di un'associazione causale è tale che «non si tratta di prendere decisioni in condizioni di incertezza o di doversi richiamare al principio di precauzione». La Società italiana di medicina del lavoro e igiene industriale ha invece proposto che, nel caso dell'ILVA, le decisioni gestionali debbano attendere un parere da parte di un gruppo di ricerca ad hoc creato dal Consiglio superiore di sanità. È una proposta preoccupante: non solo significherebbe un rinvio della attuazione di qualsiasi misura di prevenzione, ma soprattutto creerebbe un caso senza precedenti di subordinazione della magistratura. Il che non toglie ovviamente l'utilità di un dibattito scientifico, al quale E&P contribuisce proprio pubblicando l'articolo di Mataloni et al. su Taranto. Come diceva Giulio Maccacaro, fondatore di questa rivista, l'epidemiologia ha senso se porta alla prevenzione. Se nel mondo odierno, a questo fine, è necessario un effetto catalizzante da parte della magistratura, ben venga. Molto più frustrante è l'epidemiologia che rimane negli scaffali dei politici. Peggio ancora, quella che è stata effettuata con finanziamenti decisi dalla politica strombazzandone il potenziale interesse per la salute umana, ma i cui risultati non vengono utilizzati.

Al di là del caso ILVA, l'editoriale di Michelozzi stimola a ragionare sul nodo esistenziale del rapporto tra ricerca ambientale e politica, rapporto che almeno finora è stato fallimentare, vista la tradizionale difficoltà della politica a percepire le segnalazioni di rischio per la salute nei siti di interesse nazionale inquinati. Rimane da stabilire se alla base di questa incomunicabilità esistenziale ci sia una politica dello struzzo da parte delle autorità competenti, una impotenza della nostra società a opporsi ai reconditi interessi delle industrie inquinatrici, oppure l'incapacità degli epidemiologi di superare un linguaggio che al mondo normale suona criptico. Anche l'editoriale di Marina Davoli e Carlo A. Perucci tratta del problema dell'utilizzo della produzione scientifica in politica sanitaria, esemplificando anche «la distanza nel Servizio sanitario nazionale italiano tra decisioni di politica sanitaria e loro attuazione». La questione dei volumi minimi di attività, al di sotto dei quali non si devono erogare specifici servizi nel SSN, è delicata e comporta problemi di comunicazione con la popolazione, le cui aspettative sulle circostanze di erogazione delle prestazioni talora non coincidono con quelle che sono le modalità di maggiore efficacia ed efficienza.

A questo numero di E&P sono allegati anche 4 importanti supplementi dedicati rispettivamente alla valutazione dello stato di salute nelle aree geotermiche della Toscana, a esperienze di biomonitoraggio umano e animale effettuate in alcune aree inquinate del Paese, e alla valutazione dell'introduzione di alcune tecnologie che potrebbero modificare, e di molto, le modalità di effettuazione dello screening del cervicocarcinoma in Italia. E ultimo, ma non per importanza, viene allegato il volume con gli Atti del 36° Convegno dell'AIE che si terrà a Bari alla fine del mese di ottobre. Buona lettura.

Benedetto Terracini

Indice

Editorials

p. 227
La salute ai tempi della crisi in Italia
Health and economic crisis in Italy
Giuseppe Costa, Paola Michelozzi, Carla Ancona, Nicoletta Bertozzi, Nicola Caranci, Valeria Fano, Rosa Gini, Roberto Gnavi, Carlo Zocchetti
p. 229
Volumi di attività ed esito delle cure
Volumes of care and outcomes
Marina Davoli, Carlo Alberto Perucci
p. 231
Disastro ambientale a Taranto: il ruolo dell’epidemiologia
Environmental disaster in Taranto, southern Italy: the contribution of epidemiology
Paola Michelozzi

Actuality

p. 234
Un laboratorio per superare la babele degli archivi sanitari elettronici
A laboratory to overcome the babel of the electronic health archives
Nicola Caranci, Valeria Fano, Rosa Gini, Marina Maggini, Roberto Raschetti, Lorenzo Simonato
p. 236
Accesso aperto all’informazione, empowerment e cooperazione in sanità pubblica: le parole chiave del progetto NECOBELAC
Open access, empowerment and cooperation in Public Health: the keywords of the NECOBELAC Project
Paola De Castro, Daniela Marsili, Elisabetta Poltronieri

Scientific Articles

p. 237
Studio di coorte sulla mortalità e morbosità nell’area di Taranto
A cohort study on mortality and morbidity in the area of Taranto, Southern Italy
Francesca Mataloni, Massimo Stafoggia, Ester Rita Alessandrini, Maria Triassi, Annibale Biggeri, Francesco Forastiere
p. 253
Incidenza di tumori e mortalità nella coorte dei residenti in prossimità delle centrali nucleari italiane di Borgo Sabotino e del Garigliano
Cancer incidence and mortality in the cohort of residents close to the Italian nuclear power plants of Borgo Sabotino and Garigliano
Francesca Mataloni, Carla Ancona, Chiara Badaloni, Simone Bucci, Susanna Busco, Elisabetta Cupellaro, Fabio Pannozzo, Marina Davoli, Francesco Forastiere
p. 263
Valutazione dello stato nutrizionale di anziani ospiti di strutture residenziali a Trieste
Prevalence of malnutrition among institutionalized elderly subjects in Trieste, Northen Italy
Riccardo Tominz, Carmela Daniela Germano, Matteo Bovenzi
p. 273
Fattori individuali e legati all’assistenza associati ai ricoveri ripetuti entro un anno da un precedente ricovero nella popolazione anziana del Friuli Venezia Giulia
Individual and health care factors, and one-year hospital readmission of elderly patients in Friuli Venezia Giulia, Northeastern Italy
Francesca Valent, Elena Clagnan, Loris Zanier

Interventi

p. 280
Il trattamento dei dati sensibili in epidemiologia: riflessioni sulle difficoltà interpretative della normativa
The use of sensitive data in epidemiology: remarks on the difficulties when interpreting the Italian legislation
Virgilia Toccaceli, Maria Masocco
p. 287
Stima della variabilità spaziale dell’esposizione a inquinanti aerodispersi in ambito urbano
Estimate of the spatial variability of exposure to airborne pollutants in urban areas
Andrea Ranzi
 25/10/2012      Visite