Riassunto

INTRODUZIONE: le conoscenze disponibili sulla salute dei residenti in prossimità di termovalorizzatori suggeriscono un’associazione con esiti riproduttivi e alcune forme tumorali, tuttavia il grado di evidenza è ancora limitato.
OBIETTIVI: valutare l’associazione tra livelli di inquinamento atmosferico e ricorso alle cure ospedaliere per patologie respiratorie e cardiovascolari nei periodi pre- e post-operatività dei termovalorizzatori di Colleferro e San Vittore del Lazio.
METODI: approccio di coorte retrospettivo. Sono stati arruolati i residenti tra il 01.01.1996 e il 31.12.2008 in un area di 7 km dagli impianti. Gli indirizzi di residenza al baseline sono stati georeferenziati. E’ stato usato il modello lagrangiano a particelle SPRAY per stimare i livelli di esposizione alle emissioni dei termovalorizzatori e sono state definite tre zone a bassa, media e alta concentrazione di PM10 (ng/m3). L’esposizione al PM10 (µg/m3) da emissioni primarie derivanti da fonti di traffico stradale, industriali e civili è stata stimata mediante l’integrazione delle catene modellistiche RAMS e FARM. Sono state studiate le ospedalizzazioni dei residenti nel periodo precedente (1996-2002) e successivo (2003-2008) all’attivazione dei termovalorizzatori. L’associazione tra residenza nelle tre zone e ricoveri nei due periodi è stata stimata utilizzando il modello multivariato di Cox (per eventi ripetuti) aggiustando per età, livello socioeconomico, distanza dalle industrie, dalle strade trafficate e dalle autostrade. Per testare l’effetto dei termovalorizzatori è stato utilizzato un termine di interazione tra il periodo di follow-up (prima-dopo) e i livelli di esposizione al PM10.
RISULTATI: sono stati arruolati 47.192 residenti. L’analisi della morbosità associata all’inquinamento prodotto dai termovalorizzatori dopo la loro entrata in funzione non ha evidenziato un maggior ricorso alle cure ospedaliere sul totale dei residenti nelle aree ad alta concentrazione rispetto al gruppo di riferimento. Si riscontra, tuttavia, un aumento delle malattie dell’apparato respiratorio e della brocopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) all’aumentare del PM10 derivante dagli impianti. Tale effetto è dovuto agli eccessi delle ospedalizzazioni per queste cause osservati tra gli uomini residenti nelle zone ad alta esposizione (rispettivamente, hazard ratio – HR: 1,26; IC95% 0,99-1,60 e HR: 1,86; IC95% 1,04-3,33). Si è osservata, inoltre, un’associazione tra l’esposizione all’inquinamento di fondo da altre fonti e le ospedalizzazioni per malattie del sistema circolatorio (HR: 1,08; IC95% 1,03-1,13) e respiratorio (HR: 1,07; IC95% 1,02-1,11) (effetti per incrementi unitari del PM10, µg/m3).
CONCLUSIONI: lo studio ha messo in luce un effetto dell’esposizione all’inquinamento prodotto dai termovalorizzatori sulle patologie respiratorie dei residenti di sesso maschile. Si ritiene opportuna una continua sorveglianza epidemiologica della popolazione residente in quest’area, che è una delle aree a più elevata criticità ambientale del Lazio.

 Parole chiave: disturbi respiratori, inquinamento ambientale, malattie cardiovascolari, studio di coorte retrospettivo, termovalorizzatori

Abstract

BACKGROUND: the body of evidence on health effects of residential exposure to urban waste incinerators suggests association with reproductive outcomes and some cancers, but the overall evidence is still limited.
OBJECTIVES: we evaluated the impact of two incinerators on hospital admissions for respiratory and cardiovascular diseases in a cohort of people living nearby two incineration plants in Lazio Region (Central Italy) using a before-and-after design.
METHODS: the study area was defined as the 7-km radius around the incinerators. People who were resident in the area from 1996 to 2008 were enrolled in a retrospective longitudinal study. All addresses were geocoded. A Lagrangian dispersion model (SPRAY) for PM10 (ng/m3) was used for incinerators exposure assessment. Average annual concentration of background PM10 (µg/m3) was estimated on a regional basis by means of RAMS and FARM models. Both PM10 exposures were estimated at the residential address. All subjects were followed for hospital admissions in the period before (1996-2002) and after (2003-2008) the activation of the plants. The association between exposure to emissions from incinerators and hospitalizations in the two periods was estimated using the multivariate Cox model (for repeated events), adjusting for age, area-level socioeconomic status, distance from industries, traffic roads and highways. An interaction term between the period of follow-up (before or after the activation of the plants) and the exposure levels was used to test the effect of the incinerators.
RESULTS: 47,192 subjects resident in the study area were enrolled. No clear association between pollution exposure from incinerators and cause-specific morbidity of residents in highest concentration areas was found when compared to the reference group. However, an effect of PM10 on respiratory diseases and chronic obstructive pulmonary disease was suggested. The effect was due to excesses of hospitalizations for the same causes among men living in highest exposure areas in respect to the reference group (hazard ratio – HR: 1.26; 95%CI 0.99-1.60, and HR: 1.86; 95%CI 1.04-3.33, respectively). There were associations between exposure to background pollution from other sources and hospitalizations for diseases of the circulatory system  (HR: 1.08; 95%CI 1.03-1.13) and respiratory diseases (HR: 1.07; 95%CI 1.02-1.11) (for a unitary increment of PM10, µg/m3).
CONCLUSIONS: living in areas with high PM10 levels due to incinerators was associated with increased morbidity levels for respiratory disorders among men. The study area is critical from an environmental point of view, hence an epidemiological surveillance is recommended.

 Keywords: respiratory diseases, environmental pollution, cardiovascular diseases, retrospective longitudinal study, incinerators

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