Introduzione

Tra i tanti ingredienti di programmazione che riempiono le agende di chi discute del futuro del servizio sanitario la deospedalizzazione non manca mai dal menù. E si tratta di una scelta comprensibile da tanti punti di vista:

  • in termini di economicità, seguendo il dettato (per esempio) del Dlgs 502/1992 laddove si invita a fare un uso efficiente delle risorse nella modalità di organizzazione ed erogazione della assistenza (art. 1);
  • in termini di appropriatezza organizzativa, seguendo le indicazioni contenute, per esempio nel Dlgs 29 novembre 2001 sui livelli essenziali di assistenza, e in particolare nell’allegato 2C;
  • in termini di sviluppo tecnologico, seguendo il percorso che vede, a parità di efficacia per il paziente e di sicurezza per l’operatore, la possibilità di erogare attività sanitarie che prima erano a esclusivo appannaggio del contesto ospedaliero in setting assistenziali diversi; e così via.

Tutti gli esperti concordano che la sanità del futuro (ma anche quella del presente, a dire il vero) dovrà essere meno ospedalocentrica e dovrà valorizzare al meglio altri contesti assistenziali: le differenze, a questo livello, non risiedono nell’obiettivo finale ma semmai nelle strade da intraprendere per raggiungere questo obiettivo...Accedi per continuare la lettura

 14/03/2011   08/01/2021      Visite