Rispondendo alla domanda su come l’esperienza di chimico avesse influito sulle sue letture e sulla sua scrittura, Primo Levi (1919-1987) ha sostenuto: «Non si trattava solo di un mestiere esercitato, ma anche di una formazione esistenziale, di certe abitudinimentali e direi, prima tra tutte, quella della chiarezza. Un chimico che non sappia esprimersi è un povero chimico. Ilmestiere di chimico in una piccola fabbrica di vernici (come Italo Svevo) è stato fondamentale per me anche come apporto dimaterie prime, come capitale di cose da raccontare. E scrivevo solo dopo le sei di pomeriggio…»...Accedi per continuare la lettura

 22/12/2010      Visite