Riassunto

OBIETTIVO: valutare la relazione tra una condizione lavorativa che si configura come potenzialmente a rischio mobbing e l’assenteismo per malattia in un largo campione di lavoratori italiani.
DISEGNO:
studio cross-sectional realizzato mediante questionari autosomministrati.
SETTING E PARTECIPANTI:
8.992 lavoratori hanno compilato un questionario volto a rilevare la condizione di mobbing, la presenza di alcuni fattori potenzialmente stressogeni e i giorni di assenteismo per malattia nell’ultimo anno.
MISURE DI ESPOSIZIONE: potenziale stress e mobbing sono stati valutati tramite il questionario CDL 2.0.
PRINCIPALE MISURA DI OUTCOME:
giorni di assenteismo per malattia riferiti.
RISULTATI:
in media sono risultati 7,4 giorni all’anno di assenza dal lavoro per malattia, è emerso che il 7,2% dei rispondenti si trovava in una condizione lavorativa a rischio mobbing. I risultati ottenuti dalla regressione logistica indicano che in entrambi i generi essere in una condizione di mobbing è associato a maggior assenteismo per malattia, controllando per età, qualifica professionale, settore e natura giuridica dell’azienda e altri fattori psicosociali (uomini: OR =1,62; donne: OR =2,15).
CONCLUSIONE: il presente studio conferma che chi è esposto a una situazione lavorativa che si configura come potenziale mobbing riporta un maggior numero di giorni di assenza rispetto a chi non è esposto, anche aggiustando per altri fattori potenzialmente stressanti. I risultati del presente studio indicano che il mobbing è una condizione estrema di stress, indipendente dagli altri fattori stressanti. Intervenire a livello preventivo per evitare che scaturiscano situazioni di mobbing significa non solo intervenire per proteggere la salute dei lavoratori,ma anche evitare i costi sostenuti dall’organizzazione connessi all’assenza del lavoratore.

 Parole chiave: assenze lavorative per malattia, lavoratori italiani, rischio mobbing

Abstract

AIM: to assess the relationship between workplace bullying and sickness absenteeism in a large sample of Italian workers.
DESIGN: a cross-sectional study conducted by means of questionnaires.
SETTING AND PARTICIPANTS: in all, 8,992 subjects filled in a questionnaire to detect workplace bullying, the presence of work stress factors and days of sickness absence in the last year.
EXPOSURES: workplace bullying and psychosocial stressor were measured by the means of the CDL 2.0 questionnaire. MAIN OUTCOME MEASURE: Days of sickness absence reported by the subjects.
RESULTS: on average, days of sickness absence were 7.4, and 7.2% of the respondents were defined as bullied. Results from logistic regression analyses showed that a workplace bullying was associated with more days of sickness absence after controlling for gender, age, professional qualification, company sector and juridical nature and other psychosocial factors (men: OR =1.62; women: OR =2.15).
CONCLUSIONS: the present study confirms that workers exposed to a workplace bullying reported higher sickness absenteeism as compared with non-exposed subjects, also when a potentially highly stressful work environment is considered. The results of the present study support that workplace bullying may be viewed as an extreme stressful condition. Interventions to avoid workplace bullying not only favoure workers' health, but also avoid the company costs associated with workers' sickness absenteeism.

 Keywords: sickness absenteeism, Italian workers, workplace bullying

 03/04/2013      Visite