Caro Direttore, secondo il Professor Terracini, i risultati della sorveglianza della patologia tumorale nell’Esercito sarebbero derivati da campioni di rappresentatività incerta e fornirebbero stime di rischio inaffidabili, in quanto le diagnosi non sarebbero raccolte attraverso una ricerca attiva, ma mediante «non meglio specificate segnalazioni».

In realtà, lo scopo principale dell’intervento in questione non è quello di presentare delle stime di rischio, quanto piuttosto di fornire, sulla base dei dati disponibili nella letteratura scientifica, un aggiornamento della situazione relativa alla morbosità per cancro nel contesto militare, a distanza di dieci anni dalla pubblicazione dei risultati della Commissione Mandelli. Informazioni dettagliate inerenti al tipo di studio effettuato sui militari dell’Esercito, i soggetti inclusi nello studio, le modalità di raccolta dei dati relativi ai casi di cancro, le metodiche utilizzate per la formulazione delle stime del rischio ed il funzionamento del sistema di sorveglianza, sono già state illustrate altrove. 1

Le procedure seguite per la raccolta dei casi di cancro incidenti nella popolazione militare sono tipicamente quelle di un sistema di sorveglianza passivo, con tutte le note limitazioni di questi sistemi, costituite principalmente dalla mancata rilevazione (e quindi registrazione) di parte della casistica...Accedi per continuare la lettura

 07/03/2012      Visite