Riassunto

Il Parlamento italiano ha recentemente reso obbligatorie 10 vaccinazioni, tra cui quella antivaricella. Per questa vaccinazione, l’obbligo parte dalla coorte di nascita del 2017, ma è offerta gratuitamente a soggetti negativi all’anamnesi e non vaccinati in precedenza.
Il presente lavoro analizza lo stato delle conoscenze scientifiche e illustra una serie di argomenti che possono mettere in discussione l’opportunità di questa scelta. In particolare, la pericolosità della malattia è minima tra 1 e 9 anni, ma progressiva con l’età e importante negli anziani: la vaccinazione dei bambini rischia di innalzare l’età dei casi, aggravandone le conseguenze. Il programma adottato comporta anche altri effetti indesiderati e vi sono ancora ampie aree di incertezza sulla durata della protezione, sulla costo-efficacia di una vaccinazione estesa e sui suoi effetti a lungo termine, con riferimento alla riattivazione virale e all’insorgenza di Herpes zoster, che a lungo termine potrebbe risultare aumentata e anticipata.
La vaccinazione antivaricella non rientra tra gli impegni internazionali di eradicazione e poche nazioni europee l’hanno finora inserita nei loro programmi di prevenzione. Una scelta razionale poteva essere mantenere solo l’offerta attiva della vaccinazione negli adolescenti con anamnesi negativa o almeno mantenere questa strategia nelle regioni che non hanno iniziato la vaccinazione di massa, valutando i risultati nel tempo.
Per finire, si elenca una serie di interventi di sanità pubblica di sicura efficacia e convenienza, con enormi margini di miglioramento, ma per i quali l’eventuale obbligatorietà non è mai stata oggetto di discussione.

 Parole chiave: Herpes zoster, politiche vaccinali, vaccinazione, varicella

Abstract

The Italian Parliament has recently introduced 10 mandatory immunisations, including the one against varicella. For this vaccination, the obligation starts with the birth cohort of 2017, but it is offered free of charge to subjects with a negative history and not previously vaccinated.
This paper presents up-to-date evidence on this issue and illustrates a number of critical arguments that may question the opportunity of this choice. Particularly, while the disease is relatively mild in children aged between 1 and 9 years, the risk of worsening its consequences is progressive with age, becoming worst in the elderly, so the vaccination of children may increase the age of the cases. Some vaccine side effects are not trivial and the duration of protection is still uncertain, as well as the cost-effectiveness of mass vaccination and its long-term effects, referring to virus reactivation and to the incidence of Herpes zoster in the general population, which could be increased and anticipated in the long run. Varicella vaccination is not included in international eradication goals and very few Europeans Countries have considered it as a public health priority. A different rational choice could have been to offer a selective vaccination only to adolescents with a negative history of chickenpox; or at least to delay the beginning of the universal campaign in the Italian regions that had not started the mass vaccination yet, evaluating the results over time.
Lastly, this paper lists a number of preventive interventions of proven effectiveness and cost-effectiveness, with extraordinary margins of improvement, whose mandatory introduction in the population have never been considered, even as a matter of debate.

 Keywords: Herpes zoster, vaccination policies, vaccination, chickenpox

 02/02/2018   13/01/2021      Visite